martedì 6 dicembre 2011

Mastroianni secondo Favino

Il ricordo di Mastroianni, avvenuto ieri sera al Cinema Farnese Persol grazie alla proiezione dei due bellissimi film, Il bell'Antonio e Divorzio all'italiana, è passato attraverso il racconto di un'ospite d'eccezione, e cioè dell'attore italiano Pierfrancesco Favino, che ha letteralmente "incantanto" il pubblico presente in sala con un intervento che non aveva niente di ingessato e precostituito, ma soprattutto rendeva giustizia alla grandezza del personaggio da celebrare attraverso parole scelte, poetiche, efficaci, che hanno raccontato anche la profondità e la preparazione di chi le pronunciava. Il racconto di Favino, sollecitato dalle domande di Angela Prudenzi e Mario Sesti, è partito dal rapporto che gli spettatori instaurano con gli attori. "Gli attori (specie quelli bravi e grandi come Mastroianni, ndr) sono come parenti, sono come persone di famiglia di cui ci siamo accorti solo nel momento in cui sono scomparsi, rendendoci conto dell'assenza di qualcosa che ci apparteneva." Il titolo della manifestazione era Icone, e a tal proposito Favino ha dato la sua definizione :"Icona uno lo diventa nel momento in cui scandisce il tempo, ma il tempo di chi guarda. Perchè guardando un'icona ci ricordiamo di noi, di quando abbiamo visto il film, del nostro tempo." A Sesti che ricordava l'incapacità di Mastroianni di prendersi troppo sul serio, Favino ha risposto in maniera memorabile, ponendo a confronto il diverso atteggiamento tra la scuola americana, il metodo Strasberg, e il diverso atteggiamento dell'attore latino: "Nel mondo latino esiste la capacità di sapersi fidare del vuoto, siamo abituati all'idea dell'assenza, ad un discorso poetico, grazie alla siepe che chiude il guardo...siamo capaci di inventare, di credere in ciò che costruiamo mentalmente (...) quell'ironia è propria di Mastroianni, la sua capacità di affidarsi e fidarsi, il desiderio di non essere mai autore (o almeno questo è stato vero e speciale con Fellini)." Dunque, il metodo serve, ma poi va dimenticato, come ha affermato Angela Prudenzi, alla quale Favino ha replicato:"Quello sempre, la tecnica deve diventare linguaggio. Quello dell'attore è un mestiere che si impara a scuola, si, ma soprattutto facendolo. Devi farlo con la volontà e scordati che è la volontà a guidarti. È un momento quasi sciamanico!". Il discorso è stato poi portato da Sesti, partendo sempre da Mastorianni definito l'anello mancante tra Cary Grant e Sordi, sulla capacità mimentica dello stesso Favino di passare da una cosa all'altra, tra ruoli diversissimi. Favino ha replicato:"Quando affronti un ruolo non hai la percezione di ciò che il pubblico percepisce di te. Io credo di avere un aspetto di un tipo e un animo di un altro tipo. Sono schizofreninco, in un certo senso. C'è che per questo va in cura e chi ci paga l'affitto! (...) Nel conflitto tra apparenza e anima tu ,da spettatore, è lì che vai ad infilarti e vuoi salvare l'attore. Mastroianni aveva l'aspetto di un tipo, ma nell'animo rappresentava noi stessi. Aveva quell'indolenza che tutti gli avremmo perdonato. (...) Lui non si sovrapponeva ai personaggi ... lo spettatore si porta a casa proprio la familiarità con quel qualcuno che proietta il nostro sogno. (...) Io credo che in me ci sia un conflitto molto più rabbioso, di un'anima che cerca di uscire da questo camionista! (...) Cerco di non appoggiarmi su un solo tipo di personaggio, cerco di non nascondermi nelle cose che piacciono (...) Nonostante i personaggi perdenti , degli anti-eori che ha interpretato, di Mastroianni abbiamo l'idea di un'immagine vincente, che è quella che noi spettatori vogliamo avere. L'immagine non è dell'attore, ma è quella che gli altri vedono. (...) Nonostante affermasse di non conoscere di recitazione, Mastroianni l'inquadratura se la prendeva, sapeva benissimo come venive ripresa. Non è mai stato un attore che si mangia l'inquadratura, ma quell'indolenza, la sua indolenza, è il tempo del carrello. Lui aveva il tempo della macchina da presa, delle ruote del carrello. Da queste cose si vede quanto conoscesse il cinema. (...) Il cinema è una malattia e lui era innamorato del cinema." Alla domanda successiva di Angela Prudenzi sul perchè del cinema italiano che non riesce più ad essere predominante a livello internazionale, Favino ha risposto con uno splendido excursus storico-economico-politico su quella che era la situazione dell'Europa, dell'Italia e del mondo nel momento di massimo splendore del cinema italiano, ed ha poi proseguito: "Lo stato di salute del cinema italiano è lo stesso stato di salute della scuola, dell'università, dell'industria. Il cinema italiano produce quello che produce il paese." La domanda finale di Sesti è stata un classico: i 3 film preferiti con Mastroianni protagonista. Favino dixit:
1.8 1/2 ...perchè la vita è una festa
2.Una giornata particolare..una grandissima poesia
3. Il terzo posto è stato il più difficile ed è rimasto un posto non scelto, ma condiviso da I soliti ignoti ed Oci ciornie.

Il tutto condito da divertentissime imitazioni di Mastroianni e della sua voce fatte spontaneamente da Favino e concluse da rammarico di un unico incontro mancato...Mastroianni al tavolino del bar di un'hotel a Venezia, Favino dietro l'angolo, a rimuginare di andare a dirgli:"Vorrei fare l'attore" e il rimpianto di non averlo fatto ed essere rimasto dietro quell'angolo,. Un grande attore di tutti i tempi raccontato da un bravo attore di oggi, che si è rivelato uno splendido oratore, con uno spessore non indifferente! Niente male come bottino per la vostra inviata Elena Mascioli di Farnese CinemaLab, ribattezzata la cine-scrivana dal taccuino rosso!



E domani Farnese CinemaLab dibatte con gli studenti di...Anonymous!Alla prossima!

2 commenti:

  1. Salve Dottoressa Mascioli,
    sono Ludovica, una delle studentesse del professor Chinnici. La volevo ringraziare per averci dato la possibilità di partecipare a una serata interessantissima e spero che ci siano altre occasioni. Mi auguro che le faccia piacere leggere un piccolo articolo che ho scritto sul mio blog su questa bella esperienza.
    http://occhiazzurromare.blogspot.com/
    A presto.
    Ludovica Mattioli

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  2. Grazie a voi di aver partecipato, e a quanto leggo, con entusiasmo e competenza nel raccontarlo! Se segui questo blog e il mio profilo fb (Elena Farnese CinemaLab), troverai sicuramente altri eventi ed occasioni segnalate, a cui partecipare! Ciao, a presto Elena

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