sabato 28 maggio 2011

Crisi d'astinenza da festival!


Innanzitutto, non posso non commentare l'ultimo film visto sabato mattina (una settimana fa...sob!) nella Sala Lumiere. Ho chiuso in bellezza il mio festival con la proiezione di Les sources des femmes, di Radu Mihaileanu. Credo che il problema maggiore del film, dopo Train de vie e Il concerto, sia il fatto che ci aspetti sempre il grande film, ma soprattutto l'ironia, da questo autore. In questo caso l'ironia non c'è, anzi, le questioni affrontate sono piuttosto serie ed impegantive, e di grande attualità, visto quello che succede sull'altra sponda del mediterraneo. Le donne, i loro diritti, l'islam. Il tutto raccontato attraverso un episodio che accade in un villaggio del Maghreb. Dove si va sul mulo, ma si appende il telefonino perchè non c'è campo, dove non c'è l'acqua, ma ci si raduna per vedere una telenovelas messicana. Un film forse un pò didascalico, ma che ha comunque una sua bellezza (e specialmente nei suo protagonisti!), che si segue con un certo coinvolgimento, che non sarà ricordato come capolavoro, ma che ci racconta di donne costrette ad usare l'unica arma a loro disposizione per scuotere i mariti, e gli uomini, in generale, a cui è deputata l'autorità. D'altronde, Celentano lo aveva cantato anni fa:chi non lavora, non fa l'amore!!
Alla fine della proiezione, fischi e applausi, e poi via verso il giro turistico di Cannes, con tanto di trenino, photo stop nel punto panoramico e poi un po' di shopping. Il rientro a casa è stato traumatico....avete presente le crisi di pianto della pubblicità di Costa Crociere? Unica consolazione: viaggiare sullo stesso aereo con Peppuccio Tornatore!
È passata una settimana, conosciamo i vincitori, ma sinceramente non me la sento di commentare i premi perchè non ho visto tutti i film del concorso. Certo, il giudizio mi è apparso più coerente e più condivisibile di quello che si era avuto a Venezia. Ma avendo avuto, durante questo festival, anch'io la mia esperienza di giurata, posso dire la mia su come sia difficile giudicare, a livello personale, e di quanto possano essere diverse le sensazioni, le impressioni, i giudizi davanti allo stesso film, e di come a volte, dovendo combinare le opinioni di tutti, i risultati possano essere sorprendenti. Nel caso della mia giuria, alla fine ha vinto davvero il film che è piaciuto maggiormente a tutti, potremmo dire che è piaciuto all'unanimità, e che rispondeva ai criteri di qualità sotto tutti i punti di vista, dai contenuti alla scelta di come raccontarli attraverso le immagini. Ma comunque, pur avendo detto ciò, c'erano le remore, da parte di una delle giurate, ad esempio, sulla reale possibilità di diffusione sul mercato. E pertanto, pur essendole piaciuto molto, sia da un punto di vista formale che contenutistico, ha rimesso in discussione quanto avevamo detto già da un'ora (ed era l'ultima riunione!), tenendoci in sospeso fino alla fine. Così è accaduto che ad un certo punto, come seconda scelta, avevamo un film che due di noi odiavano e due amavano...e vi posso assicurare che comporre il tutto ha richiesto tanta pazienza! Ma alla fine ha vinto davvero il migliore, cioè Atmen di Karl Markovics.
Mi sono resa conto di quanto la diversa cultura di provenienza possa influire nella valutazione di un film, ovviamente di quanto conti il proprio bagaglio di esperienze, ma anche il carattere, perchè c'è chi sa imporre maggiormente la propria opinione, o almeno la comunica in maniera più netta (e non nego di essere tra questi....come dice il mio amico Claudio, sono perentoria!), chi ha un approccio più morbido, chi ama paragonare i film ai precedenti dello stesso autore, e chi ai precedenti illustri della storia del cinema. Insomma, di fronte ad un film, davvero ce n'è per tutti. Per gli ottimisti e quelli che vedono nero, per chi crede in Dio e per chi è ateo, per chi ama la tragedia e chi ama ridere, chi butta in politica qualsiasi cosa e chi vive non si lascia scalfire da nulla, chi si sofferma sulla storia e chi sulle immagini, chi cerca di comporre i vari aspetti...e chi non ci riesce! Ancora una volta una grande, ricca esperienza, in cui ho fatto anche la conoscenza, più da vicino, della parte commerciale/industriale del mondo del cinema. Perchè al di là del red carpet, dell'estetica e del percorso artistico dei registi, a Cannes entri in contatto con il "Marchè du film": si, avete capito bene, il mercato. Dove, come in ogni mercato, si vende, si compra, ci si propone e si cerca. E dove l'aspetto commerciale è importante, se e quando riesce a far in modo che si possa venire a contatto con delle opere d'arte, come sono alcuni dei film che si incontrano in un festival. Vi ho abbondantemente inondato con le mie "recensioni" sui film visti, nei miei resoconti gionalieri. Ora non resta che aspettare che questi film escano in Italia, così potremo confrontarci e vedere se la pensiamo nello stesso modo. Oppure no. E forse il bello sta proprio qui! Elena Mascioli per Farnese CinemaLab

domenica 22 maggio 2011

Turista per Cannes 10 - Almanya

Il cinema turco-tedesco continua ad essere una fonte inesauribile di storie fresche e originali, ai miei occhi segnale inequivocabile che le nuove società multietniche europee sono ricchezza, non minaccia. Almanya è il viaggio verso il natio Bosforo di una famiglia turca residente da tre generazioni in Germania. Una saga familiare raccontata con leggera ironia grazie ad alcuni semplici accorgimenti narrativi, che ci mostra tanti aspetti della civiltà islamica che non sappiamo e che ci meraviglieranno. In primis la laicità nell'affrontare temi come la morte, la gravidanza fuori dal matrimonio, il rapporto uomo-donna, l'dentità culturale. Temi su cui la cultura occidentale si mostra improvvisamente arretrata, fintamente evoluta ed ipocrita. Un augurio al film di Yasemin Samdereli di felice distribuzione anche qui da noi!
da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab.

sabato 21 maggio 2011

Turista per Cannes 9 - A cat in Paris

tra i film di animazione visti l'ho trovato il più riuscito. Storia a misura di bambino, che affascina anche l'adulto, per lo stile semplice ma curato e non banale.
Un gatto parigino non può non avere una doppia vita! di giorno simpatico compagno di una bambina bisognosa di affetto e di notte scaltro compagno di un ladro dal cuore d'oro.  Quando il giorno incontra la notte... Beh, spero che questa storia di amicizia e di amore, di crimini e misteri sia presto davanti agli occhi dei bambini e dei grandi italiani.
Da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab

Turista per Cannes 8 - i film da cui sono uscito prima

Elena si appresta a lasciare la Costa Azzurra. Io per contratto sono obbligato a recensire ogni film che ho visto prima di poter tornare. Per togliermi un po' di sassolini comincio con le visioni interrotte da varie reazioni psicosomatiche.

OGAWA NO HOTORI (narcolessia)
Storia trita e ritrita di Samurai in crisi. Ogni fotogramma mette a fuoco la noia da molteplici punti di vista. Durata della visione 15' 
EIGHTY LETTERS (formicolio agli arti)
Fare la fila alle poste può dare forti emozioni, avrà pensato il regista Václav Kadrnka. 18' 
THE BOTTOM LINE (orticaria)
Til Schweiger, l'inespressivo belloccio teutonico di turno non può che dirigere sè stesso da cane. 9' 
THE FAIRY (crampi)
so che Elena l'ha trovato esilarante... ma la sala era piena, e ridere in piedi non è la stessa cosa. 4'
Da Cannes Mario Cirillo per  Farnese CinemaLab

venerdì 20 maggio 2011

Decimo giorno da Cannes- Penn Cheyenne e Atmen

Ci siamo, oggi è l'ultimo giorno della mia permanenza a Cannes...anche perchè il festival finisce e non possono proprio trovarmi alloggio dentro il Palais du festival!!
La giornata di ieri si è aperta con l'attesissimo nuovo film di Sorrentino, con Sen Penn nell parte di Cheyenne, con tanto di trucco e parrucco, come già visto nelle immagini che circolvano ormai da mesi. Cosa dirvi del film? Fatto molto bene, Sorrentino style, a mio parere si compone di due parti...e la seconda funziona meglio. La prima parte sembra una sorta di introduzione a questo bizzarro personaggio, Penn-Cheyenne, e serve per abituarci ad una camminata quasi zoppicante tanto lenta e a piccoli passetti strascinati, ad un parlare lento e con vocina tremulo-stridula, insomma per entrare, con un po' di fatica, nel mondo quotidiano di questa rockstar.

Turista per Cannes 7 - Les contes de la nuit

Ocelot, dice bene Elena, ha confezionato dell'ottimo materiale didattico, facilmente suddivisibile in pillole/episodi, quante sono le microstorie messe in scena dalla giovane coppia di protagonisti. La mia critica parte da qui, dal notare l'assenza reale di un film, di un filo, di una storia, che leghi in modo convincente le tante favole raccontate. Ci sarebbe da dire su ciascuna di queste sottostorie, ognuna diversa dalle altre, ma non voglio cadere nel suo tranello. Ocelot attraversa momenti di grave crisi creativa, di spezzettamento delle idee e delle immagini, in genere preceduti e seguiti da opere complete, ricche e complesse. Questo  sembra uno di quei momenti. Come e peggio di "principi e principesse", che almeno non proponeva l'assurdità del 3D. Speriamo sia il preludio di ben altra meraviglia.
Da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab 

Turista per Cannes 6 - The Turin Horse

Il più noioso film che abbia visto negli ultimi 3 anni! Ho dovuto tagliarmi i capelli un paio di volte in quelle due ore e 40 minuti, apparentemente dilatate all'infinito nello stillicidio di un tempo fittiziamente arcaico. Una conversazione tra Nietzsche e il cavallo da tiro di un pover'uomo provoca all'equino una brutta depressione. Tanto basta a scatenare un succedersi di inquietanti non-fatti, di sottrazioni di elementi alla realtà che getta una sinistra luce di non-senso sui ripetuti gesti privi di significato della famiglia del pover'uomo. Il tempo ciclico si ferma, o meglio inizia a scivolare lentamente... lentamente, verso l'apocalisse della modernità, dove il piccolo mondo antico non ha scampo, perchè ha gli occhi chiusi... come i miei, preso da sana "cecagna" per il film di Bela Tarr
Da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab 

giovedì 19 maggio 2011

Nono giorno da Cannes . Estimado Pedro...

Ed eccoci agli sgoccioli di questa stupenda esperienza di Cannes..nono giorno...mi sono abituata così bene, mi sento proprio a casa!! Oggi ho completato il percorso dei film da vedere obbligatoriamente per il mio lavoro di giurata..gli ultimi 3, ed ho raggiunto la quota 17! !Esclusi quelli che ho visto per mio puro diletto. Cominciamo con il primo.
Atmen, o anche Breathing è stata davvero una bellissima sorpresa. Forse uno dei film che mi ha maggiormente colpito, e che mi è piaciuto di più della rassegna. Un film asciutto, ma non freddo, che riesce a raccontare il difficile reinserimento di un ragazzo dopo l'orfanotrofio e il carcere minorile. E questo reinserimento avviene attraverso un lavoro un pò speciale...quello in un'impresa funebre. Duro, difficile, doloroso il percorso con cui la morte insegna la vita. Questo ragazzo pian piano impara a vivere, piuttosto che a sopravvivere, impara infatti a respirare....sott'acqua,ma soprattutto a galla.

mercoledì 18 maggio 2011

Ottavo giorno . cinema addicted

Non ci crederete ma stasera sono andata al cinema. Non vi sto prendendo in giro, non intendo dire una delle proiezioni del festival, di cui vi scrivo di giorno in giorno, ma sono proprio andata in una sala di Cannes, in rue d'Antibes, a vedere non un film del festival, ma un film della loro normale programmazione....lo so, pensate che sto male...si, sono malata di cinema, ormai in piena e conclamata overdose!! Comunque il film che sono andata a vedere è il primo film da regista di Daniel Ateuil, e cioè La fille du puisateur. In francese, e senza sottotitoli...e considerando che il francese non lo so!! il film mi è piaciuto, diciamo un classico, con sfondo storico, senza guizzi particolari di regia, ma comunque un film che si lascia guardare. Se e quando uscirà in Italia riuscirò ad apprezzare anche i dialoghi, eventualmente! Grande come sempre la recitazione di Daniel.

Turista per Cannes 5 - Bollywood, the greatest love story ever told

A me che pratico da qualche anno il cinema "di intrattenimento" indiano, questo "film", è parso piuttosto superfluo. Un lungo spot-medley-videoclip, susseguirsi sincopato di scene (spesso molto belle) di film bollywoodiani più o meno recenti e conosciuti. Utile forse a sdoganare definitivamente (se ce ne fosse ancora bisogno) la speziata cinematografia tipica indiana. Ma troppe portate insieme sono pesanti da digerire!
Da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab

Turista per Cannes 4 - Pina

Wenders mi regala un ritratto vivente di Pina Bausch, attraverso le parole e i gesti della sua compagnia teatrale, a Wuppertal, orfana della propria geniale maestra. Pina, un corpo apparentemente governato da un demone, dagli elementi, trascinato spinto spezzato ricomposto da una calma furia espressiva. E su questo corpo due occhi e un sorriso caldo, per i propri discepoli danzatori innamorati. Un bel documentario, a cui nulla aggiunge il 3D e a cui nulla aggiunge Wenders. Come un documentario possa trascendere nel film d'autore e il 3D piegarsi a reale risorsa conoscitiva... beh, questo me lo ha mostrato Herzog. Ma questa è un'altra storia...
Da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab

martedì 17 maggio 2011

Settimo giorno da Cannes - Kaurismaki mon amour!

Sveglia alle 6 e 30 del mattina, treno delle 7 e 10 e ingresso in sala entro le 8, per la proiezione delle 8 e 30. La dura vita del cinefilo! Ma questa volta ne valeva davvero la pena. Le Havre è il film di Kaurismaki con cui ho inaugurato la giornata. Che dire? Lasciatemi vagare sull'onda dell'entusiasmo!! Divertente, accuratamente realizzato per sembrare nei colori un film hollywood anni '50, leggero nel racconto, pur nell'affrontare un tema attuale e difficile, quale quello dei clandestini, dell'immigrazione. Come ha ben detto Mario, l'altra faccia di Welcome.
Battute esilaranti, grande ironia, anche la musica di Gardel, per non parlare del concerto di Little Bob...insomma, applausi a scena aperta, soprattutto al poliziotto ananas-munito!
Da non perdere!! Immancabile!

Turista per Cannes 3 - Outside Satan

Se Gesù fosse nato negli anni '70, girerebbe con un fucile da caccia e somiglierebbe a Clint Eastwood. Il nostro redentore di provincia conquista le sue fan/discepole con tenera violenza: caccia il demonio dalle possedute... possedendole, risveglia le morte ...con un bacio. Ma soprattutto fa miracoli con la doppietta, freddando chiunque si avvicini alla sua Maddalena, che lui però non tocca con un dito. Inquadrature fisse, primi piani, silenzi prolungati e gesti semplici fanno questo film, girato quasi interamente in esterni selvaggi della costa atlantica francese. L'atmosfera è talmente seria da sfociare (involontariamente?) nel ridicolo.
Da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab

lunedì 16 maggio 2011

Turista per Cannes 2 - My best Enemy

Mein Bester Feind è la prima bella sorpresa qui a Cannes! un film di una leggerezza e di un'umanità, che i cineasti nostrani hanno da invidiare.
Il nazismo è l'assenza dell'immagine, della storia, della memoria. I tedeschi, dopo 70 e più anni di febbrile insonnia, da qualche tempo hanno ricominciato a sognare (il cinema è come il sogno, no?)
I nuovi cineasti tedeschi, giovani come il loro pubblico, usano occhi nuovi per dire di un passato che sembrava inenarrabile, per fare luce sulla banalità del male e sui meccanismi con i quali si riproduce. Raccontano una separazione: il passato è finalmente passato. Spero perciò che questo film trovi distribuzione in Italia, dove un retaggio forse meno "nero" ma comunque orribile, è ancora lì, come brace sotto la cenere.
Da Cannes Mario Cirillo per Farnese CinemaLab.

Turista per Cannes 1 - The Nutcracker 3D


La mia collega Elena con encomiabile precisione ha riportato, sin dall'apertura, ogni giornata del festivàl in tempo reale, io debutto solo oggi. Fatevene una ragione: lei maratoneta, io al rallenty... i suoi racconti sono fiumi in piena, i miei saranno laconici ruscelli in secca!
Il primo film: The Nutcracker 3D (Lo Schiaccianoci 3D). Film di animazione che appare da subito oggetto inanimato. Promette immagini in 3D, ma propone figure piatte. Il regista Konchalovsky è la prima vittima eccellente della fatina americana a tre dimensioni, e vedrete che non sarà l'ultimo. Nessuna originalità, a partire dall'uso delle musiche, rubate e violentate, di Tchaikovsky e altri. E poi la storia, e i personaggi, la morale, tutti alleati contro l'occhialuto spettatore.
No. Io mio figlio a vedere The Nutcracker 3D non ce lo porterò.
da Cannes, Mario Cirillo per Farnese CinemaLab

Sesto giorno da Cannes - Red carpet

Prima di passare al racconto dei film visti e alle emozioni del red carpet, vorrei raccontarvi di alcuni personaggi che mi è capitato di incontrare in questi giorni. Rispetto al festival di Venezia, Cannes è meno umano, nel senso che dà meno opportunità di conoscenza e di scambio, ma semplicemente per un discorso di grandezza, di una realtà gigantesca che corre e si muove da una parte all'altra della città. Ma questo non vuol dire che non ci possano essere occasioni di scambio, e soprattutto interessanti storie che aiutano la riflessione. Ad esempio, la mia vicina di treno, oggi pomeriggio, era la figlia di un immigrato siciliano. Ma, un immigrato siciliano che veniva dalla Tunisia, dove era emigrato precedentemente suo padre. Quindi il giro è stato Sicilia, Tunisia, Francia. E la stessa cosa ci ha raccontato un ristoratore, due sere fa, dicendoci "talìa", e scherzando sul fatto che suo nonno era di Trapani e non di Corleone. Lascio a voi qualsiasi riflessione su tante situazioni di cui parliamo ultimamente...

domenica 15 maggio 2011

Quinto giorno da Cannes - Premiata Ditta Dardenne

Beh, il bottino dei film oggi ammonta a quattro titoli, ma non c'è storia. Perchè il primo della giornata è stato Le gamin au velo, dei fratelli Dardenne, ed è anche quello che ha conquistato il podio, almeno per oggi. Perchè come al solito, i nostri registi riescono a realizzare un racconto non realista, ma reale, e i personaggi sono definiti, delineati, anche solo attraverso uno sguardo, un tick, un gesto, ma con grande efficacia, tanto da permettere allo spettatore di entrare nella vicenda e di conoscerli pur non sapendo tanti dettagli sui loro precedenti, su ciò che li ha portati ad essere ciò che sono quando li incontriamo. Ma la cosa più bella è la grande semplicità con tutto viene narrato, in un modo però mai retorico, mai banale, insomma, con quello scatto in più che solo i grandi hanno, riuscendo a dare risalto e valore alle cose più piccole, apparentemente più insignificanti.. Non c'è bisogno di grandi artifici, di trovate originali a tutti i costi, di effetti speciali. Un ragazzino, una bicicletta, un padre latitante e vigliacco, una parrucchiera. Ecco a voi, servita, una prelibatezza cinematografica. Come si dice sempre degli abiti da sposa (ma stavolta è vero!!ndr): semplice ma bello! Aggiungere altro mi sembra quasi superfluo, se non un affronto alla bellezza del film che va "semplicemente" visto. Da non perdere!!!!!!!!!!!!!!

sabato 14 maggio 2011

Quarto giorno da Cannes - la rabbia giovane

Mentre guardavo i primi due film della giornata mi è venuta in mente una riflessione. Come era successo a Venezia, dove avevo trovato un tema ricorrente che legava molti film, in maniera trasversale, e cioè quello del ritorno a casa, alla ricerca di sè stessi attraverso le proprie radici, a Cannes potremmo dire che il tema dominante è "la rabbia giovane", citando il Malick che stiamo aspettando ansiosamente. Perchè sono già tre i film che ho visto (We need to talk about Kevin, La fin du silence, The giants), ma a cui si aggiungono Sleeping Beauty e Restless di Gus Van Sant, in cui protagonisti sono proprio gli adolescenti, la loro rabbia, la loro inquietudine, il loro modo di declinare l'amore, in famiglia, con gli amici, o alle prese con un partner.
La fin du silence è il primo della serie. Una famiglia alle prese con la rabbia e la violenza di Jean, che sfoga sui propri familiari tutto ciò che probabilmente non riesce ad affrontare con sè stesso. Una famiglia impotente, che rimane prigioniera anche del pregiudizio per questa "pecora nera" che sconta, come sempre succede, anche gli errori degli adulti, di un padre violento, di rapporti sentimentali complicati, delle difficoltà di essere fratelli. Luce calda, una bellissima scena di inseguimento nel bosco, molte scene al buio, primi piani e inquadrature dal mirino del fucile che Jean punta sulla selvaggina come sulla sua famiglia. Una carneficina di sentimenti. Con interessante e straniante sottofondo di batteria su crescendo da tragedia greca del finale.

venerdì 13 maggio 2011

Terzo giorno da Cannes - Jeanne captive

La giornata non è ancora finita (vi scrivo all'una di notte!). Il mio "amico" Nanni ha avuto la proiezione del suo Habemus Papam, ma tutti gli italiani presenti a Cannes lo avevano già visto, e allora parliamo degli altri film visti oggi.

La giornata non si è aperta così bene come ieri. The Other side of Sleep della Daly è un thriller, direi psicologico, che, per dirla brutalmente, mi ha annoiato. Troppo cupo, troppo incentrato sulle ossessioni, gli incubi , il sonnambulismo pericoloso, le punizioni corporali e le uscite di matto di una giovane ragazza...di cui però non si danno grandi spiegazioni, se non nella morte violenta accaduta 20 anni prima, analoga a quella di una ragazza del posto nei giorni in cui si svolge la storia, di una madre che Arlene non ha quasi conosciuto. Sguardi inebetiti, silenzi che vogliono essere carichi di qualcosa ma che risultano indecifrabili, acceleratore premuto sulla recitazione della protagonista, che però ho visto con lo stesso sguardo alla conferenza stampa .(?) Manca soprattutto una buona scrittura, secondo me, il resto non poteva colmare tale vuoto. Alla fine della proiezione il silenzio di tomba di una sala inebetita ha parlato più di mille recensioni...

Secondo giorno da Cannes - The Fairy and Kevin

La giornata si è aperta con una ventata di allegria. Quella portata sulle mie labbra e su quelle di una sala piegata in due dalle risate per la favola surreale che è The Fairy, La Fèe, una commedia divertente, strampalata come i suoi protagonisti, allegra come i colori della fotografia, semplice come le comiche, ma mai banale. Un Solonodtz allegro, osereri dire! Un film a sei mani, visto che i registi sono anche i tre attori principali, Dom, Fiona e Bruno, cioè Abel, Gordon e Romy. Sei mani che disegnano un cane in una valigia, una donna che si dà il rossetto mentre corre inseguita da una commessa, un appuntamento al bar "L'amour flou", un balletto sott'acqua, una "What's a difference a day makes" che viene sempre interrotta e "Youkali is the land of your desires, is happyness and dreams...but Youkali does not exist!" E un pò come succede nell'Illusionista (di Chomet, ndr), la conclusione scritta sulla lavagna è che "Les fèes n'existant pas", "the fairies do not exist". Ma per fortuna c'è sempre tempo per esprimere il terzo desiderio! Come dice Fiona: "Take your time!"...

giovedì 12 maggio 2011

Speciale Farnese CinemaLab sulla Croisette - Primo giorno - Allen in love!

Solo il primo giorno e già sono totalmente conquistata da questo festival. Innanzitutto dall'organizzazione...un turbinio di persone, stand, film, nazioni, spazi immensi e tutto che gira vorticosamente, senza grandi intoppi. E a me sembra già un miracolo! E poi il mare...potremmo dire che è la colonna sonora, la scenografia o meglio, il coprotagonista del festival. Non è vicino ai luoghi del festival, di più....ogni stand affaccia sulla striscia di sabbia che si getta direttamente nel blu...ed è su quella striscia di sabbia, seduta all'ombra dello stand di Europa Cinemas, che ho trascorso le prime ore della mattinata, alle prese con lo studio del programma...perchè talmente tante le sale e le proiezioni che bisogna applicarsi seriamente per capire cosa fare! Alla fine lo studio ha prodotto la visione di due film. The falling love, di Marcel Provost, il regista di Seraphine, che abbiamo visto quest'anno al Cinema Farnese. Regia molto presente, splendidi colori, tutto molto curato e ricercato per un film difficile, visti i lunghi silenzi e la scelta di non creare empatia con i personaggi ma di guardarli in uno specchio. Come quello da cui spesso vengono inquadrati i personaggi, in una sorta di sdoppiamento raccontato attraverso un'inquadratura. Un film da guardare, per appassionati di cinema...