sabato 10 settembre 2011

Nono e decimo giorno dal Lido - E Sokurov fu!!




Le ultime due giornate al Lido sono state caratterizzate da una generale rilassatezza che ha avvolto anche me…quindi, con vostro grande stupore, vi comunico che tra ieri ed oggi ho visto solo tre film. Incredibile, vero? Comunque, scorrendo il programma, mi sembra di aver totalizzato lo stesso numero complessivo di film, anzi, uno in più cioè 38…evidentemente è una consuetudine che diventerà tradizione!
Ieri, come detto, una incredibile concessione: sveglia alle 9!! E poi al Lido per assistere alla proiezione del film di Bellocchio Nel nome del padre, nella sua nuova versione 2011 in occasione del Leone d’oro alla carriera che è stato concesso al regista. Che dire? Un film bello tosto, molto corrosivo, molto duro, politico, molto chiaro nelle sue tesi, nella sua lotta, nell’affermazione delle posizioni. Contro la Chiesa, nel suo intendersi quale istituzione e le aberrazioni di certi ambienti. Contro il conformismo, la bigotteria, il tutto in uno stile fortemente connotato dall’epoca in cui il film è stato girato, e cioè il 1971, con il grottesco a farla da padrone. In questa nuova versione dovrebbe anche uscire nelle sale. Da vedere, con il senno di poi di cui disponiamo.
La giornata di ieri è poi proseguita con un pranzo-incontro con i colleghi della giuria. Non è stato facile comporre il nostro giudizio, ma alla fine abbiamo trovato il film che meglio rispondeva ai criteri di scelta che ci erano stati assegnati e alla nostra impressione personale. Abbiamo deciso di premiare O le Tulafale, il film samoano, perché in maniera molto delicata ha raccontato, avendo come sfondo un’ambientazione per noi “esotica”, una storia universale di amore, coraggio, morte, tradizioni, il tutto con uno scorrere lento e tranquillo delle immagini, ma non senza coinvolgimento.
E dopo uno spritz al Leon d’oro con Roberto, che avevo conosciuto lo scorso anno alla mostra, un Rossigni all’Excelsior per la chiusura dell’incontro Agiscuola, e poi un piadina party al Club Orizzonti e per finire la serata conclusiva di 27 volte cinema e dei Venice Days, con la proiezione, nello spazio dedicato alle Giornate degli autori, cioè la Pagoda, da quest’anno, del film Valdagno, Arizona, con concerto dei musicisti presenti nel film capeggiati da Umberto Marzotto. Insomma, di cocktail in cocktail, di film in film, con bella musica per finire, e il tutto in riva al mare!!
Oggi, abbandonati tutti i progetti turistici, giornata casalinga di relax, con puntata al Lido nel pomeriggio per recuperare uno dei film delle Giornate degli autori che mi avevano segnalato Donatella e Loredana come impedibile, e che tra l’altro ha vinto l’Europa Cinemas Label. Sto parlando di Presumè coupable. Ritmo serrato, ottenuto non solo grazie alle vicende ma anche al succedersi delle inquadrature, vicenda più che avvincente e che purtroppo è una storia vera, è un film di grande qualità, sia per forma che per contenuto, che mi auguro possa uscire presto in Italia.
A conclusione, mentre vi scrivo, sono già stati assegnati i premi ufficiale. Non so per gli altri premi, perché non ho visto tutti i film, e non posso giudicare, ma una cosa è certa: il leone d’oro, per una volta, è stato assegnato al film che lo meritava davvero, e cioè Faust di Sokurov. Come ho sentito dire da un ragazzo al bar qualche giorno fa, è come se ad un concorso di poesia partecipasse Dante. L’opera di Sokurov è talmente al di sopra di tutte le altre, che sarebbe stato scandaloso non vincesse. E per una volta, le cose sono andate come dovevano andare!
Bilancio? A livello organizzativo le cose sono notevolmente peggiorate, diciamo che anche la qualità generale dei film è stata forse un po’ al di sotto delle aspettative. La cosa che non mi delude mai, ma che non può essere attribuita come merito agli organizzatori, è la possibilità di incontro con le persone, che nel caso del Lido è agevolata dalla vicinanza dei luoghi, dal loro essere circoscritti ad una area non troppo estesa. Non posso non menzionare gli straordinari ragazzi che ci accoglievano ogni giorno alla Sala Perla, Morris, Surinder, Michele …Donatella e Loredana che ho conosciuto tramite loro. I miei colleghi giurati, Evelyn e Michael, e poi la bionda signora e il ragazzo di Torino che assomiglia ad Andrea con cui ho condiviso spesso la stessa fila, e gli incontri, anche rapidi e fugaci, con persone conosciute lo scorso anno o conoscenza romane, davanti ad uno spritz o a un cappuccino sulla spiaggia, Federico, Mario, Denise (anche se lo sprizt non siamo riuscite a prenderlo!! Ci rifaremo!), Gianni, Angela, la prof.ssa Della Fornace, Roberto, le due Emily di Europa Cinemas, e Fatima e Lucas, lo stesso Lorenzo e gli altri ragazzi di 27 volte cinema, così giovani e simpatici! Insomma, come lo scorso anno, fattore umano 10 e lode!!
Ma se la mia esperienza alla mostra e la mostra di Venezia finisce qua, una sua bella appendice ci attende la prossima settimana a Roma. Sto parlando deiVenice Days, e da martedì 13 vi aspettiamo numerosi al Cinema Farnese Persol per vedere ciò che avete perso non venendo a Venezia!! Mercoledì 14, in particolare, un trio formato dal grandissimo Gosetti, dalla sottoscritta e dal nostro inviato per 27 volte cinema, Lorenzo Conti , sarà presente in sala per raccontarvi anche di questa bella esperienza fatta da un gruppo di 27 giovani europei alle prese con gli autori e i loro film. Vi aspettiamo numerosi!

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