lunedì 16 maggio 2011

Sesto giorno da Cannes - Red carpet

Prima di passare al racconto dei film visti e alle emozioni del red carpet, vorrei raccontarvi di alcuni personaggi che mi è capitato di incontrare in questi giorni. Rispetto al festival di Venezia, Cannes è meno umano, nel senso che dà meno opportunità di conoscenza e di scambio, ma semplicemente per un discorso di grandezza, di una realtà gigantesca che corre e si muove da una parte all'altra della città. Ma questo non vuol dire che non ci possano essere occasioni di scambio, e soprattutto interessanti storie che aiutano la riflessione. Ad esempio, la mia vicina di treno, oggi pomeriggio, era la figlia di un immigrato siciliano. Ma, un immigrato siciliano che veniva dalla Tunisia, dove era emigrato precedentemente suo padre. Quindi il giro è stato Sicilia, Tunisia, Francia. E la stessa cosa ci ha raccontato un ristoratore, due sere fa, dicendoci "talìa", e scherzando sul fatto che suo nonno era di Trapani e non di Corleone. Lascio a voi qualsiasi riflessione su tante situazioni di cui parliamo ultimamente...

 Due altri personaggi meritano una menzione: un gentile signore che, seduto accanto a me in sala, ad un certo punto ha tirato fuori dallo zaino un sacchetto di madeleine (e mi ha fatto pensare a Proust!) offrendomele, e una signora che domenica mattina continuava a parlarmi in francese, sebbene le avessi detto di non comprenderlo, e poi ha preso il giornale, mi ha mostrato Johnny Depp e mi ha detto, senza ironia: "Questo è il mio fidanzato!".
Per quel che riguarda i film questa volta cominciamo dall'ultimo, quello di Malick. Intanto l'ho visto avendo in sala Brad Pitt e Sean Penn...e potrei dire: ho detto tutto! Ma, a parte l'ironia, devo confessarvi che è stato emozionante passare sul red carpet, avendo ai lati tutti questi fotografi assiepati, in smoking, che fotografano anche te che sei un perfetto sconosciuto...insomma, l'adrenalina sale comunque! E poi il volto di Sean Penn...che spettacolo, parla anche se è immobile!
Sul film non so come pronunciarmi....The tree of life è un film difficile, un discorso sia personale che artistico del regista, un film difficile per una sala...bellissime immagini ed ecco, forse troppo...ovviamente il parere è mio, ma sinceramente mi è sembrata una ricerca "non sincera", o comunque spinta troppo oltre. Bella l'idea di raccontare l'infanzia, un tratto di vita dei protagonisti,non attraverso il racconto puntuale delle vicende, una storia, come siamo abituati al cinema, ma attraverso i momenti, vorticosamente liberati sullo schermo uno dietro l'altro. Poi gli inserti quasi documentaristici, sull'origine dell'uomo, del mondo, la natura.Ed ecco, forse questa è una delle cose che non mi è piaciuta, la voce un pò sussurrata, quasi da hotline, che pronunciava questi farsi-sermoni...con l'ulteriore difficoltà di capirla, visto che era con accento americano, e coperta quasi dalla musica. Ecco, la musica l'ho trovata superlativa!!Insomma, un film complesso, che va studiato, analizzato, assimilato forse...e magari torneremo a parlarne in un altro momento.
Dopo una bella passeggiata turistica per Cannes, la mattina si è aperta con Unforgivable, di Techinè. Ambientato a Venezia, racconta una, due, cinque, dieci storie...nel senso che tanti sono i percorsi che si dipanano, ma senza una precisa definizione di quello principale, e l'effetto finale mi è sembrato quello di un film un pò superficiale...bellissima,da togliere il fiato, Carole Bouqet, una bravissima Adriana Asti, qualche marchetta sparsa quà e là nel film....e soprattutto i soliti stereotipi sugli ialiani, che si sposano presto, cantano e mangiano...e poi due ore!! Ma i signori registi contemporanei si ricordano che il proprio del linguaggio cinematografico è il montaggio? Perchè non lo usano? A me sembra che davvero inseriscano quasi tutto quello che girano....tagliate, il pubblico ve ne sarà grato... a meno che davvero non si abbia qualcosa in più da dire!!
Il pomeriggio è poi proseguito con The Island, di Kalev. Un film strano, che alla fine credo che sia fondamentalmente un film sui film, e sui diversi registri che un film può avere. Si parte con tutti gli elementi del thriller, un inizio tranquillo, poi il primo plot point, direbbero i tecnici, e la vicenda si introbidisce, e il film comincia a deviare verso lo psicologico, ma vira talmente tanto che sfocia nella tragedia greca, e successivamente nella visionarietà!! E fin qui....ma grandissimo colpo di scena, al secondo plot point, ecco che il protagonista fa una chiamata, che sembra annunciare il tranquillo happy ending, ma....colpo di scena, il film cambia registro, e diventa praticamente una commedia, anche divertente, viste le risate in sala!! Diciamo almeno 4 film in uno. Se la cosa era voluta, coscientemente dal regista, è un genio....se è successo ma non se ne è reso conto...fate voi!!
Elena Mascioli per Farnese CinemaLab

Nessun commento:

Posta un commento